Attenzione alle truffe via e-mail da parte di (presunti) fornitori abituali
Queste frodi non introducono elementi estranei: si innestano nei flussi esistenti, sfruttando dati veri, tempi coerenti e relazioni consolidate
Per lungo tempo, la truffa informatica è stata raccontata come un errore, una distrazione, una superficialità da parte di chi la subisce, ossia chi riceve l’e-mail. Una rappresentazione per certi versi rassicurante, perché collocava il rischio di subire un danno solo se l’evento si collocava fuori dal perimetro della buona organizzazione.
Oggi quella narrazione non è più sufficiente. Un episodio recente, che riportiamo in forma anonima, mostra come le frodi digitali più insidiose non si presentino...
La documentazione privacy va inserita nel Registro anagrafe e sicurezza
di Carlo Pikler - responsabile Centro studi Privacy and Legal Advice





