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Bonus, la corsa di fine 2022: cessione crediti, facciate e 110%

di Luca De Stefani , Giuseppe Latour

La prima scadenza è molto vicina (il prossimo 15 ottobre) e riguarda i soggetti Ires (le imprese) e i titolari di partita Iva che potranno, ancora per qualche giorno, comunicare le opzioni di cessione e sconto in fattura relative alle spese 2021 (oltre alle rate residue delle spese 2020).

Ne seguiranno altre che, come al solito, si concentreranno soprattutto il prossimo 31 dicembre, quando andranno in scadenza il superbonus 110% per le unifamiliari e le unità indipendenti, il bonus facciate al 60% e il bonus barriere architettoniche al 75 per cento. Oltre all’ultima appendice del sismabonus acquisti al 110 per cento, per gli immobili demoliti e ricostruiti.

Mancano tre mesi quasi esatti alla fine dell’anno e, mentre prende forma il nuovo Governo e si comincia a intravedere all’orizzonte il futuro dei bonus casa (si veda l’altro articolo in pagina), cittadini, imprese e professionisti devono confrontarsi con un lungo elenco di scadenze (si vedano anche le schede in pagina). Consapevoli, comunque, che da più parti viene ribadito come saranno rispettate le regole attualmente in vigore, senza cambiamenti in corsa.

La novità di impatto maggiore per il mercato sarà sicuramente il nuovo obbligo di attestazione Soa (il sistema di qualificazione nato per i lavori pubblici) per tutte le imprese negli appalti di importo superiore a 516mila euro che accedano ai bonus casa: una norma pensata per migliorare la qualificazione dei soggetti che lavorano nei grandi cantieri che accedono alle agevolazioni per l’edilizia.

Scatterà dal 1° gennaio del 2023 (con un periodo transitorio di sei mesi): quindi, fino al 30 giugno del 2023 le imprese che effettuano i lavori dovranno avere un contratto con una società di attestazione, nel quale si avviano le pratiche per il rilascio della patente Soa. Da luglio, invece, servirà l’attestazione vera e propria. L’unico modo per ignorare questo adempimento è chiudere i lavori entro la fine di quest’anno.

Anche per le unifamiliari e gli immobili indipendenti con accesso autonomo bisogna cerchiare in rosso la data del 31 dicembre prossimo. Il superbonus del 110%, per questo tipo di immobili, scade a fine anno, ma solo per chi è riuscito a raggiungere il 30% dei lavori entro il 30 settembre, attestati all’interno di una dichiarazione del direttore dei lavori. Per chi non ha rispettato la scadenza di settembre, il 110% arriva fino al 30 giugno 2022.

Come sempre per i bonus edilizi, vale il principio di cassa. Quindi, è possibile effettuare pagamenti fino alla fine dell’anno, completando i lavori anche successivamente. Per i pagamenti effettuati dal 1° gennaio del 2023 spetteranno solo i bonus “minori”, diversi dal superbonus.

Nonostante una scadenza più lunga, comunque, anche i condomìni devono fare molta attenzione ai tempi. Per loro c’è a disposizione un altro anno: il 110% chiude i battenti a fine 2023. In quindici mesi da adesso, però, bisognerà avere il tempo per tutte le assemblee necessarie e considerare che probabilmente serviranno mesi per l’approvvigionamento dei materiali, prima di avviare i cantieri. Senza contare le probabili difficoltà che i condòmini incontreranno nell’imbastire un’operazione di cessione dei crediti. I quindici mesi, insomma, potrebbero essere pochi.