Condominio

Bonus e superbonus tra passato e futuro, convegno a Genova il primo aprile

È stato annunciato che il 4 aprile si decide quale categoria di SOA debba avere l’impresa perseguire i lavori

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di Glauco Bisso


C'è la proposta del “conta bonus” per la cessione del credito delle case green. Pagare meno per le proprie imposte si può, anche coi crediti incagliati. Quale categoria di SOA debba avere l'impresa per eseguire i lavori, lo si decide il 4 aprile. Resterà il sequestro inibitorio penale delle cessioni da truffe. Per i professionisti dei grandi lavori serve la coassicurazione diretta e non indiretta e la legale postuma decennale. Queste le proposte e le osservazioni dal convegno di Genova, il primo di aprile, «Bonus e superbonus edilizi, tra passato e futuro».

«Dopo il super bonus, serve un contatore dei nuovi interventi per le case green, in modo da tenere la spesa pubblica sotto controllo» così l'avvocato Stefano Betti, presidente dell'associazione dei master in diritto tributario, organizzatore del convegno «Con lo studio di fattibilità asseverato, il professionista prenota la spesa e da quel momento decorre il termine per iniziare i lavori e per concluderli, nell'ambito della durata triennale consentita dalle norme edilizie». In questo modo si ha il monitoraggio della spesa del suo avanzamento, che oggi non può avvenire se non al primo Sal. E sono previsti correttivi per evitare l'accaparramento inconcludente delle risorse.

« La proposta è già stata avanzata nel 2020 nel corso delle audizioni parlamentari della Commissione bicamerale per l'anagrafe tributaria e ripresa nel corso delle recenti audizioni delle associazioni dei consumatori sulla conversione del decreto cessioni 11/2023».È Armando Zambrano, coordinatore della Rete delle professioni tecniche, ad annunciare che il 4 aprile si riunisce la commissione consultiva del Consiglio superiore dei Lavori pubblici: obiettivo stabilire se la SOA, la certificazione obbligatoria, dal 1° luglio 2023, per i lavori che superano il valore di 516 mila euro, senza la quale il committente perde il beneficio fiscale, dovrà essere ottenuta per ciascuna specifica categoria di lavori commissionati o basterà sia generica.

«Senza la cessione del credito, non c'è modo di sopperire alle esigenze delle famiglie che non ce la fanno», lo afferma Furio Truzzi, presidente di Assoutenti. «Anche per le case green risulta strumento indispensabile perché la detrazione, anche spalmata in dieci anni, non è sufficiente a rendere sostenibile la spesa». L'avvocato penalista Stefano Savi ha poi spiegato come non ci sia modo di poter evitare il sequestro penale dei crediti ceduti, realizzati dal cedente con dolo. Altrimenti lo Stato compenserebbe crediti che sono illeciti. Con il sequestro inibitorio si evita che il reato giunga a maggiori conseguenze. L'esenzione solo per casi riferiti a bonus e superbonus sarebbe contrario al principio di eguaglianza di trattamento rispetto a tutti i casi in cui viene applicato il sequestro inibitorio per evitare le maggiori conseguenze del reato, e dunque incostituzionale.

«Se il problema è vendere i crediti occorre trovare chi li acquista. Sono molte le aziende che hanno imposte importanti da pagare e non sanno che potrebbero risparmiare molto» – secondo Dario Muzio, consulente finanziario - acquistando crediti fiscali certificati sulle piattaforme di interscambio. Sibonus è quella realizzata dalle Camere di commercio, con la collaborazione dell'ordine dei commercialisti. Azimut Marketplace è invece un altro portale che permette l'accesso alla piattaforma BeLeader, realizzata per lo scambio tra i soggetti professionali, imprese e lavori autonomi. L'ingegner Giuseppe Bizzarri, fondatore della Bizzari srl, società di brokeraggio assicurativo settoriale, fa il punto sulle assicurazioni professionali da superbonus.

Per appalti piccoli non ci sono grosse difficoltà, e consiglia di utilizzare solo polizze single project e non polizze di tipo cumulativo. Sui grandi interventi il mercato assicurativo mette a disposizione massimali più limitati rispetto al passato, da dieci a cinque milioni di euro, mentre quando necessita di massimali superiori, è importante sottoscrivere polizze in coassicurazione diretta. Importante dividere l'intervento sin da subito in più lotti, anche di diversi interventi con Cilas distinte. Opportuno sottoscrivere anche la polizza di tutela legale con garanzia postuma, con possibilità di comunicare la circostanza entro il decimo anno, anche se i sinistri potrebbe essere definiti successivamente. Coloro che non sono riusciti a realizzare il superbonus fanno causa al professionista che non gliel'ha fatto realizzare. A dirlo è Maurizio Michelini, con amarezza, da parte di chi il superbonus lo ha realizzato davvero.

Ha scelto da subito non di applicarlo alle villette ma ai grandi edifici, dove abitano persone per cui il superbonus era l'unica possibilità di risanare la propria casa. E c'è riuscito a “costo zero” come prometteva il sito del Governo di allora, di cui conserva lo screen shot. Si tratta dell'intervento del Biscione, l'edificio degli anni 50, con calcestruzzo e impianti degradati, di 400 proprietari che segue il profilo ondulato delle colline di Genova, da cui il nome rappresentativo. È stato così possibile progettare la messa in sicurezza statica, l'abbattimento delle barriere architettoniche e l'efficientamento energetico. Hanno deciso di affidarsi tutti a lui, all'unanimità. Con immediatezza e semplicità, Michelini suggerisce anche la strada per superare il blocco dei crediti. «Ho pagato 30 mila euro di Iva, utilizzando crediti acquistati sulla piattaforma Sibonus delle Camere di commercio, pagandoli 22 mila euro per l'acquisto. Auspico che faccia altrettanto chiunque abbia imposte compensabili».

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