Lavori & Tecnologie

Cantiere aperto su 16 progetti, focus su scuole e condomini

«Con le comunità energetiche i cittadini saranno protagonisti della transizione green. Le Cer mirano a coinvolgere tutti i consumatori di energia; e poi, soprattutto, possono diventare un valido strumento di contrasto alla povertà energetica, consentendo di apportare benefici economici, sociali e culturali. La promozione delle Cer può produrre benefici nel rapporto dei cittadini con le rinnovabili perché credo fermamente che la transizione energetica sia prima di tutto una transizione culturale. E non è un caso che una delle Cer che stiamo portando avanti sia proprio con una scuola: la Scuola germanica di Milano». Così Frank Meyer, ceo di E.On, traccia l’orizzonte in cui si colloca l’azione dell’azienda per quanto riguarda le comunità energetiche rinnovabili. La missione è rendere l’Italia più green, anche attraverso questo strumento.

A tal proposito E.On ha sviluppato l’offerta WeSolar, focalizzata in particolare all’autoconsumo collettivo dei condomini: si tratta di una proposta fotovoltaica dedicata a target condominiali con tre taglie (10 kWp, 15 kWp e 20 kWp). Include tutto il supporto necessario al set up del gruppo di autoconsumo collettivo e l’accesso al meccanismo di incentivazione previsto dal Gse per l’autoconsumo virtuale. Dal punto di vista operativo, sarà poi E.On a costruire l’impianto e a gestirlo. L’offerta WeSolar risponde alle esigenze della clientela anche in una fase successiva all’entrata in vigore del decreto sulle Cer, quando il Gse aggiornerà le regole tecniche per l’autoconsumo collettivo.

Considerando che secondo l’Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari (Anaci) in Italia ci sono circa 1,2 milioni di condomini, la maggior parte dei quali con oltre 30 anni di vita, gli spazi di sviluppo non mancano. Con l’energia elettrica prodotta e condivisa da un impianto fotovoltaico locale, i maggiori vantaggi sono: un risparmio sulla bolletta energetica delle parti comuni condominiali e gli incentivi statali ridistribuiti tra i condòmini. Senza contare il contesto più generale di indipendenza energetica e elettricità green che soluzioni di questo tipo possono promuovere. C’è molto interesse, soprattutto da parte degli amministratori di condomini, e gli operatori del mercato si stanno facendo trovare preparati.

E.On ha già esperienza sul campo, a partire dal progetto sviluppato per il villaggio svedese di Simris, dal 2017 già in parte autosufficiente dal punto di vista energetico, con elettricità prodotta da sole e vento. E da quello con Adeje, un comune nel sud-ovest di Tenerife, dove l’azienda ha contribuito a creare la comunità energetica Adeje Verde, che collega circa 200 consumatori a un’unità di produzione solare fotovoltaica.

In Italia E.On sta realizzando 16 progetti di autoconsumo collettivo in Emilia-Romagna, Lombardia, Sicilia, Lazio, Piemonte. Come ricordava il ceo Frank Meyer, ha inaugurato a dicembre nella Scuola germanica di Milano un impianto fotovoltaico da 100 kWp che consentirà di produrre annualmente oltre 100mila kWh di energia, evitandov l’emissione di 50 tonnellate di CO2 all’anno. È un’iniziativa che consente all’istituto di ridurre le spese per l’energia e allo stesso tempo essere più sostenibile. È anche il primo passo, intrapreso sempre insieme a E.On, nella costituzione di una comunità energetica in grado di aggregare la collettività che ruota intorno alla scuola, dai dipendenti alle famiglie degli studenti. Una delle proposte è che i benefici derivanti dall’autoconsumo diffuso vengano utilizzati per progetti ambientali o sociali che sceglierà la scuola stessa di volta in volta.

Per E.On, se il quadro normativo si chiarisce e si va nella direzione della semplificazione burocratica, l’obiettivo è di arrivare ad avere in Italia un centinaio di comunità energetiche rinnovabili da qui a un anno.

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