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Divieto di caldaie, frenata tedesca. Ora l’Europa guarda alle eccezioni

di Gi.L.

La Germania abbandona la strada del divieto secco di installazione di caldaie a gas a partire dal 2024. E imbocca, invece, il sentiero più tortuoso delle deroghe, facendo un importante passo indietro rispetto alle intenzioni iniziali. Tra tempi che si allungano ed eccezioni che si moltiplicano, la sostanza è che le caldaie restano sul mercato, seppure saranno ora privilegiati i sistemi in grado di funzionare con gas verdi.

A prendere questa decisione è stato il Parlamento tedesco, che ha da poco approvato un compromesso decisamente meno ambizioso rispetto alla prima ipotesi: l’idea iniziale era, infatti, quella di imporre per tutti gli impianti di riscaldamento l’obbligo di alimentazione almeno per il 65% da energie rinnovabili. Senza particolari eccezioni, a parte deroghe limitate come quella per i proprietari ultraottantenni, questo assetto metteva fuorilegge dal prossimo anno le caldaie a gas.

Dopo una trattativa lunghissima, e molte polemiche, è stato introdotto invece un sistema di deroghe che allungherà di molto il raggiungimento degli obiettivi della legge. Nei Comuni sopra i 100mila abitanti l’obbligo del 65% di rinnovabili scatterà dal 30 giugno 2026; sotto i 100mila abitanti dal 30 giugno 2028. Fino a queste date sarà possibile installare caldaie a gas o a gasolio operanti con combustibili fossili, solo se fatte funzionare con percentuali di biocombustibili o di idrogeno crescenti.

Dopo queste date, invece, i sistemi di riscaldamento a gas potranno essere installati solo se risultano “convertibili” per funzionare al 100% con l’idrogeno. In questo caso l’edificio deve essere compreso in un’area nella quale è prevista la conversione totale a idrogeno. I sistemi ibridi (che funzionano con una pompa di calore e una caldaia, alimentate da una centralina unica) saranno ammessi, anche negli edifici nuovi, non solo in quelli esistenti.

«È chiaro che questo compromesso – spiega il presidente di Assotermica, Alberto Montanini – è un passo nella direzione della coalizione che, in Europa, sta sostenendo un approccio multitecnologico, che non punti solo sull’elettrificazione, ma anche sui green gas e sugli apparecchi ibridi». Il riferimento è alla trattativa in corso sulla revisione del regolamento Ecodesign, che detta le regole per la commercializzazione di apparecchi di riscaldamento e che, nella sua prima versione, prevedeva un clamoroso divieto di vendita delle caldaie a gas a partire da settembre 2029.

Mese dopo mese, questo approccio è stato abbandonato, anche grazie al pressing di un gruppo di paesi, con l’Italia in testa, che punta a un compromesso più morbido. A questo gruppo ora, di fatto, potrebbe iscriversi anche la Germania. Anche se – prosegue Montanini – «ora in Europa, dopo l’uscita del responsabile del Green deal, Frans Timmermans, c’è una fase di stallo. Quando si capirà in che direzione andremo, probabilmente si lavorerà a delle deroghe».

Il problema è che il regolamento Ecodesign regola la commercializzazione dei prodotti: quindi, si concilia male con delle eccezioni legate alle modalità di installazione dei prodotti. «L’unica soluzione – conclude Montanini – è prevedere che non ci sia nessun divieto per le caldaie che funzionano con gas rinnovabili e per gli apparecchi ibridi».

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