Locazione

Documento congiunto di ferma contrarietà delle associazioni contro il disegno di legge sugli affitti brevi

Analisi articolo per articolo da parte delle associazioni di categoria Abbav, Aigab, Breve, Confassociazioni Real Estate, Confedilizia, Fare, Fiaip, Host+Host, Host Italia, Myguestfriend, Ospitami, Pro-Locatur, Property Managers Italia, Rescasa Lombardia sul progetto di legge sugli affitti brevi a loro sottoposto dal ministero del Turismo.

Le Associazioni ritengono che il testo diffuso sia palesemente mirato – senza alcuna ragionevole motivazione – a contrastare la locazione delle abitazioni private. Ciò, attraverso l'introduzione di un numero ingiustificato di divieti, limitazioni, requisiti e obblighi, alcuni dei quali di impossibile applicazione. Ritengono, inoltre, che si tratti di un testo fortemente lesivo del diritto di proprietà, profondamente illiberale e in molte sue parti contrario ai principi costituzionali.

Il giudizio delle Associazioni sul testo diffuso – salvo che sull'articolo 3 relativo all'assegnazione di un unico codice identificativo nazionale (CIN) – è di assoluta contrarietà. E l'invito, conseguentemente, è a ripensarlo totalmente. Si contesta il divieto di locare per una sola notte, l'obbligo di aprire un'impresa, con tutti i relativi costi e adempimenti, per chiunque decida di dare in locazione breve più di due appartamenti.

È il Codice civile - precisano le associazioni - a stabilire, con l'articolo 2082, quando vi siano le condizioni per le quali un cittadino è obbligato a diventare un imprenditore e a ciò si aggiunge la recente risoluzione da parte dell'agenzia delle Entrate del 26 agosto 2020, che ha spiegato – in applicazione di consolidate regole del diritto civile e del diritto tributario – che la locazione si considera imprenditoriale solo in presenza di fornitura di servizi, impiego di personale dipendente, utilizzo di un ufficio, organizzazione di mezzi e risorse umane, impiego di altri possibili fattori produttivi.

In particolare si contesta l'articolo 5 che costringerebbe chiunque conceda in locazione un appartamento per finalità turistiche – quindi anche chi lo faccia per poche settimane all'anno con un'abitazione normalmente tenuta a propria disposizione – debba trasformare casa propria in una sorta di simil-hotel, inserendo dispositivi, attrezzature, avvisi e istruzioni tipici delle strutture alberghiere, e sottoponendosi a ingenti spese per corsi, controlli e adempimenti burocratici di varia natura.

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