Lavori & Tecnologie

Edilizia libera, ricavi ridotti senza sconti in fattura e cessioni

di Gi.L.G.Par.

Archiviata l’emergenza, restano parecchi effetti negativi, legati soprattutto all’assenza dello sconto in fattura per i lavori che partiranno da qui in avanti. Dopo la soddisfazione per i correttivi, inseriti nel corso del passaggio parlamentare per rimediare a diverse storture del decreto 11/2023, dal mondo dell’edilizia libera (infissi, caldaie, pompe di calore, schermature solari) arriva anche la preoccupazione per un sistema di regole che, senza altre modifiche, è destinato ad avere un impatto duro sulle aziende dei diversi settori.

Lo spiega chiaramente Alberto Montanini, presidente di Assotermica: «Con la legge di conversione del decreto cessioni abbiamo superato l’emergenza, ma ora bisogna guardare al futuro del nostro settore. Lo sconto in fattura deve rimanere per gli interventi legati all’ecobonus. Andrà sicuramente rimodulato, nel quadro di un ripensamento generale degli incentivi per la riqualificazione energetica, ma deve rimanere». Le conseguenze del blocco delle cessioni sulle vendite di caldaie a gas «sono drammatiche, lo stop sta provocando una serie di disdette di ordini. Temo che si vada anche oltre il calo del 30% dei ricavi, del quale avevamo parlato all’inizio, le stime parlano di numeri sopra il 40 per cento. Per questo bisogna intervenire: serve un’iniezione di fiducia sul mondo delle imprese».

Parole simili arrivano da Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo: «Gli effetti del decreto dello scorso 16 febbraio sono già evidenti e come già avevamo detto non sono positivi. Solo nel primo trimestre dell’anno le imprese di serramenti e schermature solari hanno subito una brusca frenata e hanno registrato una diminuzione del portafoglio ordini fra il 30 e il 45% rispetto allo stesso periodo del 2022». Con il passaggio parlamentare «qualcosa è stato aggiustato, come le forniture già avviate alla produzione per lavori in edilizia libera precedente al 16 febbraio, ma il provvedimento continuerà a impattare ugualmente su tutto l’anno in corso, con gravi preoccupazioni occupazionali».

Rispetto all’eliminazione della cessione del credito e dello sconto in fattura anche per ecobonus e bonus casa «le più danneggiate saranno le aziende che in questi anni hanno investito per rendersi efficienti e rispondere alle esigenze dettate, tra le altre, dal contrasto al cambiamento climatico. Penso, in particolare, ai settori degli infissi e delle schermature solari». La sola detrazione in dieci anni non basta, «se non inserita in un quadro di incentivi e finanziamenti rivisto e che duri nel tempo senza continui cambiamenti».

Stefano Bellò, vicepresidente Assoclima, poche settimane fa aveva parlato di una possibile riduzione del 30% del giro d’affari per il settore delle pompe di calore: «L’impatto su quest’anno continua ad essere di questo livello. Sicuramente per il primo semestre sarà confermato il calo del 30%, non abbiamo ancora visto una ripresa. Il nostro, a prescindere dai bonus, è un settore molto stagionale: il grosso dei lavori si fa tra maggio e settembre e prima vengono prelevati i prodotti dalla distribuzione. Ad oggi, però, non si vedono segnali positivi».

Per il futuro, allora, «andranno assolutamente previsti altri interventi di agevolazione. Per gli incapienti la cessione del credito era essenziale: quindi, è probabile che resti il -30% perché oggi una quota rilevante del mercato non ha la capacità economica per fare questi interventi». Scetticismo, da parte di Bellò, c’è anche «sulla soluzione individuata per sbloccare i crediti incagliati, che non è ancora visibile per il mercato e per le imprese».

Cessione del credito e sconto in fattura sono essenziali anche per Marco Marcatili di Nomisma: «Si tratta di meccanismi indispensabili anche per le classi mediamente più abbienti. Se guardiamo al livello di detrazioni prodotto con il superbonus, è irrealistico pensare che le ristrutturazioni possano essere realizzate con le detrazioni in dichiarazione. Di fronte a quella massa di sconti fiscali, infatti, ci troveremmo quasi tutti a essere incapienti».

Per saperne di piùRiproduzione riservata ©