L'esperto rispondeCondominio

Il primo riparto dei consumi tra costruttore e condòmini

Si ritiene debba essere indicata una precisa data di riferimento

di Matteo Rezzonico

La domanda

Un edificio condominiale di nuova costruzione è dotato di impianti centralizzati di riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda, e di un impianto idraulico centralizzato per la distribuzione dell’acqua, con un unico contatore generale, fatturato dal fornitore. I singoli appartamenti sono dotati di contatori individuali dei consumi, sia di energia (in kW) e sia di acqua calda e fredda (in metri cubi). Si deve procedere al primo riparto annuale dei costi di acqua ed energia elettrica, ma la quasi totalità dei nuovi proprietari non ha provveduto a documentare le letture iniziali di energia e di acqua al momento del subentro, e i contatori, anche se digitali, non hanno più memoria dei consumi di quel periodo. Alcune letture e i relativi consumi individuali, attualmente rilevabili, risultano palesemente spropositati, e si presume quindi che siano dovuti ai consumi “di cantiere”. Con quale criterio si può legalmente e/o ragionevolmente procedere a un equo riparto delle due spese (energia e acqua) tra la società costruttrice e i nuovi proprietari?

L’Esperto Risponde da Il Sole 24 ore di lunedì 29 dicembre 2025

Il Codice civile e il diritto condominiale tendono a non ammettere criteri di ripartizione delle spese “forfettari”, e dunque - salvo un diverso accordo contrattuale con l’impresa costruttrice/venditrice per i cosiddetti consumi di cantiere, accordo da raggiungere in base ai princìpi di autonomia contrattuale di cui all’articolo 1322 del Codice civile, e/o salvo...