Il punto legislativo, recap 2025
L'anno 2025 può sicuramente considerarsi l'anno in cui molti "cantieri normativi" si aprono o entrano nel vivo. Infatti, sul fronte italiano, il Consiglio dei ministri ha approvato a metà dicembre, il disegno di legge delega per il nuovo Codice dell'edilizia e delle costruzioni, destinato a superare il D.P.R. 380/2001 e a riordinare titoli abilitativi, categorie edilizie e regolarizzazioni minori.Parallelamente, parte il Piano Casa Italia, con i successivi atti attuativi che finanziano progetti pilota per contrastare il disagio abitativo e valorizzare il patrimonio esistente, con forte aggancio alla rigenerazione urbana. Del tutto "timida" la Finanziaria 2026 che, rispettando i canoni della prudenza, non ha apportato significative novità in tema di bonus edilizi, prorogando, per l'ennesima volta, una scelta di natura strutturale.Ma il 2025 è stato anche caratterizzato da tre interventi normativi ridisegnano in profondità il modo di progettare, regolarizzare e trasformare il patrimonio edilizio esistente. Il nuovo D.M. Requisiti Minimi aggiorna le metodologie di calcolo energetico e innalza gli standard prestazionali di involucro e impianti. Parallelamente, il D.Lgs. 178/2025 semplifica e digitalizza le procedure per fotovoltaico, qualificando i tetti come aree idonee e riducendo gli ostacoli paesaggistici, aprendo la strada a una diffusione capillare delle FER anche in ambito condominiale. A completare il quadro interviene il decreto Salva Casa, che rende finalmente praticabili molte regolarizzazioni grazie all'accertamento di conformità semplificato, alle nuove tolleranze costruttive e alla revisione dello stato legittimo. Sul versante tributario, la Camera ha approvato il disegno di legge che dal 2026 rivoluzionerà IMU e TARI per gli italiani iscritti all'AIRE, con esenzioni e riduzioni parametrate alla rendita catastale e concentrate sui piccoli comuni sotto i 5.000 abitanti: una misura che impatta in modo diretto sulla gestione del patrimonio immobiliare "di ritorno" nei borghi. Sempre nel 2025 arriva in Senato il tanto tribolato testo unificato sulla rigenerazione urbana, con premi volumetrici fino al 30%, Fondo nazionale dedicato e procedure semplificate per gli interventi in aree degradate o a rischio idrogeologico.Va poi a regime, per le locazioni brevi e turistiche, la disciplina del Codice Identificativo Nazionale (CIN) e della Banca dati delle strutture ricettive, divenuto obbligatorio dal 1° gennaio 2025 per chi affitta anche una sola stanza: un tassello cruciale nella regolazione degli affitti brevi in condominio. Inoltre, la Finanziaria 2026, rimodula anche l'applicazione della cedolare a seconda della quantità di case messe a disposizione.Sul fronte europeo, il 2025 è l'anno dell'attuazione operativa della nuova direttiva "Case green" (EPBD IV), con il Regolamento di esecuzione (UE) 2025/1328 sulle banche dati della prestazione energetica e le linee guida sui Piani nazionali di ristrutturazione degli edifici, che gli Stati devono notificare in versione preliminare entro il 31 dicembre 2025. Quello che segue non è (né può essere) un elenco esaustivo di ogni atto del 2025, ma una selezione ragionata dei provvedimenti – in vigore o in avanzato iter – che hanno un impatto diretto o potenziale su edilizia, urbanistica, real estate, locazioni, condominio e risparmio energetico.
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