Lavori & Tecnologie

In Calabria nasce la comunità energetica solidale Critaro

Il progetto, sviluppato da 3E Environment-Energy-Economy con la partecipazione di Sma Italia e Coneva, punta a diffondere un modello virtuoso di autoproduzione energetica

di Davide Madeddu

In Calabria al via la prima comunità energetica solidale della regione da 66,8 kWp. Sviluppato a San Nicola da Crissa (Vibo Valentia) da 3E Environment-Energy-Economy con la partecipazione di Sma Italia e Coneva, il progetto Critaro, primo step di un’operazione modulare e in crescita, è nato dal tetto di una scuola dove, su iniziativa del Comune, è stato installato il primo impianto fotovoltaico.

In cosa consiste il progetto

La comunità energetica, costituita il 19 gennaio 2022, conta oggi circa 20 membri ma, come sottolineato dall’amministrazione comunale, «è destinata a crescere nelle prossime settimane». L’impianto, interamente finanziato dalla Bcc della Calabria Ulteriore – gruppo Bcc Iccrea, tramite l’erogazione di un mutuo di durata quindicennale, ultimato all’inizio di novembre e allacciato alla rete elettrica il 28 dicembre -, è ora in pieno esercizio. Con una potenza di 66,8 kWp, alimenterà le utenze dell’istituto scolastico e, precisano i promotori, «condividerà la restante energia immessa in rete con i membri della comunità». Sul piano pratico la presenza dell’impianto consentirà un «risparmio di 250 euro annui per ciascun membro della comunità energetica ed eviterà l’emissione di 32 tonnellate di CO2 all’anno, vale a dire il quantitativo di emissioni che assorbirebbero 157 alberi, a tutto vantaggio dell’ambiente».

Diffondere l’autoproduzione energetica

Il programma avviato è solo il primo tassello di un progetto che, nell’arco di breve tempo, ha in cantiere l’installazione di altri cinque impianti su altrettanti edifici comunali con il coinvolgimento di 85 membri e una potenza complessiva di 180 kW . Per Valerio Natalizia, amministratore delegato di Sma Italia, «investire nelle fonti pulite, in particolare nel fotovoltaico, è una delle strade per reagire al caro energia che interessa il nostro Paese, riducendo i prelievi dalla rete da parte dei cittadini». Il primo passo per mettere a segno un obiettivo ancora più significativo: «Auspichiamo per il futuro che questo modello di autoproduzione energetica si diffonda maggiormente in Italia - aggiunge -, augurandoci che la collocazione in un contesto scolastico sia il simbolo di una nuova generazione che cresce sensibile a queste tematiche».

La realizzazione della comunità energetica sostenibile diventa quindi, come sottolinea Illuminato Bonsignore, amministratore unico di 3E Environment - un valido elemento di stimolo per «continuare in questa attività, che ci coinvolge, oltre che per i benefici per l’ambiente, soprattutto per gli aspetti di solidarietà sociale».

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