Gestione Affitti

La voce di Confabitare al tavolo ministeriale sulle locazioni turistiche

Il presidente di Confabitare Roma ha chiesto di stralciare l'estensione del concetto di turismo a casi come motivi di lavoro e simili

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Confabitare - associazione proprietari immobiliari - in seguito alla richiesta di ascolto, è stata convocata a partecipare al tavolo di lavoro presso il ministero del Turismo, dedicato all’analisi della proposta legislativa per la regolamentazione delle locazioni turistiche. LO comunica una nota. Il Ddl, allo stato attuale, prevede nuove regole che impatteranno soprattutto nei centri storici delle città metropolitane, regolamentando le modalità e i termini con cui un proprietario può decidere se e come affittare il proprio immobile. La cosa comporta non solo una chiara complessità giuridica, ma anche una notevole delicatezza in termini di sostenibilità costituzionale.

«Siamo felici che Confabitare sia stata ascoltata dal ministro Santanché – afferma il presidente nazionale Alberto Zanni - perché l'oggetto del disegno di legge riguarda un diritto costituzionalmente garantito e protetto, ovvero la proprietà privata».Sono diverse le associazioni di categoria che il ministro Santanché ha convocato e delle quali ha ascoltato con attenzione le opinioni. Dall'incontro sono emersi numerosi punti di convergenza sia tra gli attori imprenditoriali del settore alberghiero ed extralberghiero che tra i proprietari immobiliari, ma anche frizioni su alcuni aspetti chiave. Tutti i partecipanti sono stati concordi con l'introduzione di un Codice identificativo nazionale, che si rivela indispensabile per aumentare la visibilità e la trasparenza nell’offerta degli alloggi, anche dal punto di vista fiscale, sostituendosi alla giungla dei codici regionali e comunali al momento in uso.

Di tenore opposto è stato il sentiment sul minimum stay di due notti (con alcune - confuse - esenzioni) per le principali località turistiche, che può essere considerato un vero e proprio Aiuto di Stato alle imprese del settore alberghiero.Il presidente di Confabitare Roma, Eugenio Romey, componente della delegazione ricevuta dal ministro, ha chiesto di stralciare l'estensione del concetto di turismo a casi come “motivi di lavoro” e simili, già strutturalmente e dettagliatamente regolati dai Contratti Transitori, che peraltro nei Comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti sono obbligatoriamente a canone concordato.

Inoltre, con riferimento alla presunzione assoluta di imprenditorialità prevista dall'articolo 1 comma 595 della Legge di Bilancio 2021, ha proposto l'introduzione di una “ponderazione” della presunzione stessa in base al totale degli immobili abitativi di proprietà del locatore, sostanzialmente un meccanismo simile a quello che le norme tributarie utilizzano nell'ambito dell'imposta sulle donazioni con riferimento al concetto di “modico valore”. Ad oggi, infatti, la presunzione “colpisce” allo stesso modo un proprietario persona fisica che possieda cinque appartamenti e li destìni tutti e cinque alla locazione breve ed un “grande proprietario” che possieda ad esempio centocinquanta appartamenti e ne destini cinque (ovvero il 3,33% del proprio patrimonio immobiliare, in mera ottica di diversificazione) alla locazione breve, mantenendo il restante 96,67% parte a disposizione e parte locato stabilmente.

Che quest'ultimo venga considerato “imprenditore” – chiosa Romey - anziché mero gestore (e ci mancherebbe) del proprio patrimonio è un assurdo giuridico, tanto più che nel nostro ordinamento è già previsto che l'attività economica di gestione (comprendendo primariamente in essa la locazione) di un patrimonio immobiliare fatta nell'ambito di una società semplice non ha natura commerciale e non vi è l'obbligo, per la società semplice, di chiedere l'attribuzione della partita Iva. Non si vede il motivo per cui se questo assunto vale per una società (sia pure un tipo particolare di società di persone) non debba – a fortiori – valere per una persona fisica.«Il ministro si è dimostrata attenta e partecipativa – conclude Zanni – e ci auguriamo che l'ufficio legislativo del dicastero procuri di dare la giusta considerazione alle nostre istanze».

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