Quattro anni fa la scossa di terremoto più forte mai registrata in Italia dopo quella del 1980 in Irpinia. In occasione dell’anniversario, Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha presentato un brevetto per realizzare edifici ex novo «a danno zero» e per ricostruire in sicurezza i centri storici, sviluppato in collaborazione con Tekva, azienda toscana che opera in Italia e all'estero nel mercato delle opere civili.

Si tratta di una piattaforma in cemento armato, alleggerita mediante tubi in vetroresina, che consente di abbattere fino all'80% gli effetti delle scosse sismiche sugli edifici, con tempi di costruzione ridotti e a costi competitivi, rispettando l'assetto urbanistico e architettonico dei centri urbani preesistenti. Oltre al vantaggio dell'isolamento sismico, il sistema offre la possibilità di utilizzare i tubi per il passaggio dei servizi (acquedotto, fognature, gas, impianti elettrico e telefonico, teleriscaldamento) rendendone semplici ed economiche l'installazione, l'ispezione e la manutenzione.

Il sistema brevettato da Enea e Tekva consentirebbe in sostanza di ricostruire “come era” e, laddove possibile, “dove era” quanto distrutto dal sisma, ad esempio, nei casi dei comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, ha spiegato Paolo Clemente, dirigente di ricerca dell'Enea. Brevetti e studi dell'Enea si inseriscono nel contesto delle attività di ricerca e sviluppo tecnologico realizzate dall'Agenzia per la Pa, le imprese e i cittadini per garantire: supporto nella valutazione di politiche, piani e strategie per l'adattamento e la mitigazione dei rischi derivanti da cause naturali, con particolare riferimento ad eventi estremi, come quelli sismici.

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