Lavori & Tecnologie

Sul mercato l’incognita delle possibili bocciature

Se le imprese a cui sono stati affidati i lavori si troveranno senza requisiti, a rischiare potrebbero essere i committenti

di Gi.L.

L’avvio della procedura per ottenere il rilascio della Soa non sfocia per forza nell’attestazione. Così, le imprese che adesso stanno rispettando il nuovo adempimento semplicemente attivando l’iter per qualificarsi, a luglio, quando sarà obbligatoria la Soa vera e propria (si veda la grafica in pagina), potrebbero finire in fuorigioco.

Il rischio è stato sottolineato in una lettera che, prima della pausa natalizia, le tre sigle delle Soa (UnionSoa, GeneralSoa e Usi) hanno inviato a tutte le principali associazioni degli amministratori di condominio. Il senso è che l’attestazione è diversa da una certificazione di qualità o di sicurezza che, di solito, prevede un percorso alla fine del quale è comunque possibile certificarsi. Per la Soa, invece, se mancano i requisiti, non è possibile arrivare all’attestazione.

Il problema è che, in molti casi, queste imprese avranno in corso di esecuzione contratti per la realizzazione di lavori in condominio. Se al 1° luglio si troveranno senza requisiti, il rischio è che a pagarne le conseguenze siano i committenti, che potrebbero perdere le detrazioni. L’unica difesa è fare delle verifiche già adesso: insieme al contratto che avvia la procedura per il rilascio della Soa, bisognerà controllare che l’impresa abbia un curriculum compatibile con l’attestazione.

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