Prodotti riparabili, facilmente disassemblabili, che impiegano materiali riciclati e che sono progettati per contenere l’impatto sull’ambiente durante l’intero ciclo di vita.
La regolamentazione ESPR cambierà le metodologie di progettazione e impatterà in mood significativo sulle filiere produttive.
La Direttiva 2009/125/CE - è una normativa dell’Unione Europea che stabilisce requisiti obbligatori di progettazione ecocompatibile per i prodotti che consumano energia. Il suo obiettivo principale è ridurre l’impatto ambientale di questi prodotti lungo tutto il loro ciclo di vita, dalla produzione all’uso, fino allo smaltimento e al riciclo.
È importante sottolineare che questa norma lavora in sinergia con il sistema di etichettatura energetica: mentre quest’ultima aiuta i consumatori a scegliere i prodotti più efficienti, la direttiva stessa esclude dal mercato quelli meno performanti, promuovendo così un’economia più sostenibile.
Negli ultimi anni, la normativa ha subito un’evoluzione. Nel 2022 è stata proposta una nuova regolamentazione, approvata nel 2024, e nota come Sustainable Products Regulation (ESPR), che amplia il campo di applicazione della Direttiva Ecodesign a tutti i prodotti fisici, non solo a quelli che consumano energia. Questa proposta rafforza ulteriormente l’attenzione su durabilità, sostenibilità e circolarità dei beni, in linea con gli obiettivi europei di transizione ecologica ed economia circolare.
Il Regolamento ESPR stabilisce un quadro normativo generale che insiste su alcuni aspetti chiave:
- i prodotti dovranno durare più a lungo;
- essere facili da riparare, aggiornare o migliorare;
- dovranno essere progettati per essere facilmente disassemblabili, con componenti riutilizzabili e materiali riciclati;
- si dovrà prevedere la riduzione del consumo di energia, acqua e materie prime per la loro realizzazione;
- si dovrà ridurre l’uso di materiali dannosi per ambiente e salute;
- i prodotti dovranno contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale e delle emissioni di gas serra.
Inoltre, viene introdotto l’obbligo del “Passaporto Digitale del Prodotto”, ovvero un sistema informativo accessibile che fornirà dati completi su composizione, istruzioni per l’uso, manutenzione, riparazione, smaltimento, e tracciabilità lungo la filiera.
Un quadro normativo che si è posto come finalità ultima quella di promuovere un’economia circolare e sostenibile in Europa, riducendo l’impatto ambientale dei prodotti e migliorandone la qualità e la trasparenza. Contrastandone l’obsolescenza programmata e a rafforzando i diritti dei consumatori e delle imprese nel contesto della transizione ecologica.
Approfondiremo questi temi a B-CAD, nel Talk del prossimo 20 settembre, ore 11, presso lo stand del Gruppo 24 Ore (Piano 0, Postazione G7).
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La quinta edizione dell’evento internazionale Edilsocialnetwork B.CAD, dal 19 al 21 settembre presso La Nuvola di Roma, sarà una occasione unica di networking tra professionisti e società di progettazione, aziende e Pubbliche amministrazioni per parlare di futuro, di come stia rapidamente cambiando la filiera delle costruzioni, i modelli di business e di come stiamo evolvendo le competenze.
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