La richiesta da parte del contribuente di variazione del classamento catastale in categoria diversa, contenuta in una domanda di correzione per inesatta rappresentazione grafica, deve essere accompagnata necessariamente da elementi significativi e idonei alla variazione del classamento stesso, e non da una semplice volontà in tal senso.
Con l'ordinanza n. 7621/2025 la Suprema Corte ha posto sotto i riflettori la procedura di correzione per errata rappresentazione grafica dell'immobile, nell'ambito della quale un contribuente aveva richiesto di variare la categoria catastale da A/1 ad A/2, con contestuale riduzione della rendita.
La pronuncia appare significativa perché, oltre a fornire importanti indicazioni in merito a tale specifica procedura catastale, consente anche di chiarire meglio l'intera operazione di classamento.
Legittima la classificazione per categorie
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