Domani, 16 dicembre, scade il termine per il pagamento del saldo Imu 2022 a carico dei proprietari di fabbricati, terreni e aree edificabili, da calcolare sulla base delle aliquote approvate dai comuni e pubblicate sul sito del dipartimento delle Finanze.

Per i fabbricati e i terreni la base imponibile è costituita dalle rendite catastali (per i terreni si prende il reddito dominicale), mentre per le aree edificabili il valore da considerare per calcolare l’imposta è costituito da quello venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di riferimento, ovvero a far data dall’adozione degli strumenti urbanistici.

Occorre poi considerare alcune particolarità. Innanzitutto, un’area è fabbricabile se utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal Comune, a prescindere dall’approvazione della Regione o dall’adozione di strumenti attuativi (articolo 36, comma 2, Dl 223/2006 conv. con legge 248/2006, passato indenne al vaglio della Consulta).Tuttavia manca un allineamento tra i vecchi strumenti di programmazione territoriale (Prg) e le nuove forme di pianificazione previste dalla regioni, che in alcuni casi hanno tre livelli di pianificazione. Al riguardo la giurisprudenza ha chiarito che la natura di area edificabile si configura per il solo fatto di rientrare nel primo livello di pianificazione regionale (Cassazione n. 2109/2017 e n. 22477/2022).

In ordine al valore dell’area edificabile, cioè alla base imponibile dell’Imu, bisogna avere riguardo alla zona territoriale, all’indice di edificabilità, alla destinazione d’uso, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno e ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.

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