Una riforma urbanistica, se vuole essere applicata anche al patrimonio immobiliare italiano da recuperare, deve tenere conto che in condominio vivono oltre 40 milioni di cittadini. Il webinar intitolato «La riforma urbanistica nazionale e la proposta di Appc», è un appuntamento fondamentale per il futuro del settore immobiliare che si terrà il prossimo 20 ottobre 2026.
L’evento rappresenta un momento di confronto imprescindibile sull’urgenza di approvare al più presto una riforma urbanistica strutturale e moderna, capace di rispondere alle reali esigenze del paese. L’introduzione ai lavori e i saluti istituzionali saranno curati da Mario Fiamigi, segretario nazionale di Appc.
Il cuore dell’incontro vedrà la partecipazione dell’onorevole Erica Mazzetti, alla quale va riconosciuto il merito di aver presentato la Proposta di Legge per il riordino e la semplificazione della disciplina edilizia. Nel corso del webinar, l’onorevole Mazzetti terrà una relazione per illustrare gli assi di forza di questo progetto di riforma, focalizzandosi sulla semplificazione, sullo sblocco dei cantieri e sulla leva per lo sviluppo sostenibile.
Tuttavia, la riqualificazione del costruito non può ignorare la realtà in cui vivono quotidianamente quarantadue milioni di italiani. Per questo motivo, un passaggio centrale dell’evento sarà dedicato all’intervento del presidente nazionale di Appc, Vincenzo Vecchio, che illustrerà la proposta di emendamento avanzata dall’Associazione. Verrà evidenziato un concetto cruciale: senza un’opportuna modifica dell’articolo 1135 del codice civile per quanto attiene alle opere di manutenzione straordinaria nel condominio – superando il rigido vincolo di costituzione preventiva dell’intero fondo speciale – l’attuale progetto di riforma rischia di lasciare fuori una grandissima parte del patrimonio immobiliare italiano, bloccandone di fatto la rigenerazione.
A chiudere l’evento, raccogliendo gli spunti emersi e delineando le prospettive future e l’impegno dell’associazione, le conclusioni verranno tratte da Michela Coscia e Mosè Botta.


