«Le deroghe sono poca cosa rispetto all’impianto delle norme». Non è la prima volta che Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, la federazione che raccoglie i proprietari di immobili, esprime un giudizio negativo sulle norme europee in merito all’efficientamento energetico delle case.

Un giudizio che prescinde dallo stretto merito del provvedimento, da eventuali discussioni su «anni, deroghe o spostamenti», ma si concentra su una questione di principio: «Noi contestiamo l’impostazione in sé - dice a “24 Mattino” su Radio 24 - che è quella di prevedere una imposizione, un obbligo, un intervento a gamba tesa su tutti gli immobili europei, con delle indicazioni tassative mentre si potrebbe e si dovrebbe agire diversamente. Se tra i tanti obiettivi utili ai proprietari, all’Unione europea e al pianeta c’è anche il risparmio energetico, credo che i Paesi debbano avere la libertà di rag€giungere questi obiettivi magari su linee guida che ci da l’Ue, ma senza scadenze così nette che in particolare in un Paese come l’Italia generano effetti devastanti».

Si parla di impatto sul clima, di risparmio, ma anche di risorse che possono essere reperite tramite la programmazione europea. «Gli argomenti non reggono. Il Pianeta si è chiarito che non lo salviamo, perché l’Europa incide per l’1% sulle emissioni di tutto il mondo. Il risparmio in bolletta giudicano i proprietari come attuarlo e semmai sperano in incentivi per aiutare ad attuarlo. Non ce lo deve spiegare il Parlamento europeo come risparmiare sulle bollette. Dal lato delle risorse dobbiamo dircelo: non ci saranno mai risorse bastanti».

La dimostrazione è nei numeri del superbonus: «Non sono bastati bonus e cessione del credito per molti meno immobili. Io continuo a ripetere che se va avanti questo provvedimento in Italia si dimenticherà un’emergenza vera, che è quella dell’adeguamento sismico. L’approccio deve essere diverso, quello di incentivare e non imporre. Se si deve trattare di un provvedimento europeo, si può fare ma indicando solo quale obiettivo si vuole raggiungere, lasciando libertà agli Stati. In Italia abbiamo altre necessità».

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