Aumenti consistenti con almeno il raddoppio dei costi di acqua, luce e gas. È grande la preoccupazione degli amministratori di condominio. Come intendono muoversi nei prossimi mesi, perciò, è la domanda che abbiamo posto alle associazioni di categoria. In estrema sintesi a nessuna sfugge la delicatezza dell'attuale fase e tutte guardano alle decisioni del Governo, con la politica distratta dalla campagna elettorale.
Conferma l'allarme lanciato dalle nostre pagine il presidente Anaci Francesco Burelli ( Il Sole 24 ore del 31 agosto) che, sull'argomento, ha scritto al presidente Draghi. Bisognerà cambiare le nostre abitudini, ribadisce, ridurre i consumi e riunire intorno a un tavolo le società che erogano servizi energetici, perché si trovi un modo di dilazionare i pagamenti senza staccare i servizi a tutti, perseguendo solo i morosi cronici e i furbetti, fornendo conteggi di spesa precisi e certi per informare per tempo i destinatari. Bisogna agevolare secondo Coram e Matteo Rezzonico, presidente Fna- Confappi, gli utenti meno abbienti tramite rateizzazione dei versamenti verso i fornitori. I condomini sono poco consapevoli la preocupazione di Vincenzo Vecchio, Apcc.
Dal suo punto di vista, il problema del costo dell'energia per i consumatori finali, i condòmini lo sono, si ripercuote direttamente su di loro senza possibilità di traslazione su altri soggetti. Mentre le imprese possono, almeno teoricamente, scaricare il maggior costo sui prezzi di vendita, il condominio resta il soggetto inciso. Non esistono soluzioni al caro energia - riconosce Vecchio - che gli amministratori possano proporre se non una riduzione dei consumi. Questo nel breve periodo, poi toccherà alla politica intervenire rendendo poco conveniente il consumo eccessivo e facendosi carico di parte dell'incremento di spesa.
Alac non nasconde di guardare all’esito delle elezioni prima di avanzare proposte. Per quanto concerne la gestione concreta, ci scrive, già nelle ultime assemblee ordinarie sono state previste in bilancio, almeno due rate condominiali ulteriori rispetto agli scorsi anni da utilizzare in caso di necessità. Ma di quanto aumentare il preventivo di spesa? Difficile risposta, anche perché dipendente da più fattori, a partire dalle novità che scatteranno il primo ottobre .
La situazione va esaminata caso per caso, precisa Assoedilizia, che ha predisposto un servizio ad hoc svolto da legali e tecnici per la consulenza sui contratti energetici, anche per la loro eventuale rinegoziazione.
Acap – Unimmobiliare, ci informa che sta favorendo l’applicazione delle nuove norme sul fotovoltaico, convocando assemblee ad hoc, assemblee che anche gli amministratori iscritti ad Apac stanno predisponendo.
Promuovere il posizionamento di impianti fotovoltaici (viste le agevolazioni fiscali) e la realizzazione di impianti di cogenerazione la proposta di Anapic che sta promuovendo, comunica la presidente Lucia Rizzi, l'attivazione nei condomìni di comunità energetiche. Un'idea condivisa anche da N.a.c.a che, come sottolineato dalla presidente Sabrina Apuzzo, ha intenzione di proporre uno specifico programma di formazione gratuito sul tema delle Cer e sulla gestione dei meccanismi di produzione di energia rinnovabile.
Sta elaborando un vademecum sintetico per i condòmini e gli amministratori da divulgare negli edifici Anapi, sia ai fini del risparmio energetico nell’uso degli elettrodomestici interni sia relativamente agli impianti condominiali. Anapi si dice pronta a una comunicazione congiunta, con altre sigle associative, al fine di richiedere un intervento al Governo qualora dovesse mancare un sostegno.
Sulla mancata consapevolezza degli utenti insiste Assocond-Conafi, secondo la quale va fatto capire ai condòmini che il risparmiare energia non è più una loro facoltà, ma un granitico obbligo. Obiettivo ribadito anche da Flavio Sanvito, presidente di Unioncasa che, in attesa di iniziative politiche che consentano al Paese di allentare la dipendenza dalle risorse esterne, sta pianificando webinar e campagne di sensibilizzazione volte a normalizzare pratiche virtuose per limitare gli sprechi.
Perentorie e dettagliate sono, infine, le richieste di Sesamo all’esecutivo, tra cui un'applicazione più ampia della sospensione delle modifiche unilaterali dei contratti, l'azzeramento degli oneri di sistema nel settore elettrico oltre il quarto trimestre 2022 e la riduzione dell'aliquota Iva per somministrazione di metano nei sistemi di combustione civile e industriale almeno fino al 30 aprile 2023.

