Dal 14 ottobre al 13 novembre, tra la Fiera di Bergamo e Roma, Unai propone agli amministratori di condominio un master sull’intelligenza artificiale, con il patrocinio degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri di Bergamo. Si presenta come la prima iniziativa di questo genere su scala nazionale, e la sua impostazione dice molto su come lo strumento può entrare negli studi: prima si chiariscono le regole, poi si costruiscono le competenze.
Le regole, prima di tutto
Il percorso si apre sul perimetro giuridico: l’obbligo di formazione posto dal regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, i dati dei condòmini che non si possono caricare ovunque, la responsabilità di chi firma un documento preparato con l’aiuto della macchina. Chiarito questo, si lavora: ventiquattro casi risolti in aula, ciascuno sul proprio portatile.
Il lavoro ripetitivo
La prima competenza è l’automazione di ciò che occupa gran parte della giornata: circolari, solleciti, contestazioni ai fornitori, risposte ai reclami dei condòmini, convocazioni con i loro allegati, verbali ricavati dalla registrazione dell’assemblea. L’obiettivo è automatizzarne il 70-80%, imparando a costruire procedure che lo strumento esegue da sé e che si richiamano con una parola, tarate sulle regole del proprio studio.
La potenza di calcolo
Il secondo terreno è quello dei numeri. Quando scrive ed esegue i propri calcoli, l’intelligenza artificiale predispone il rendiconto a partire dai movimenti, riconcilia il registro di contabilità con l’estratto del conto condominiale e verifica che ogni riparto millesimale torni al centesimo. Soprattutto, trova l’errore: la cifra invertita, la registrazione duplicata, la voce imputata alla tabella sbagliata, cioè ciò che in un bilancio sbilanciato si cerca per ore, e lo fa su tutte le voci anziché a campione. È il rendiconto «di immediata verifica» che l’articolo 1130-bis del codice civile chiede all’amministratore.
Il fascicolo privacy
La terza competenza riguarda la protezione dei dati. Con un’intervista guidata, lo strumento pone le domande e l’amministratore risponde sulla propria attività: ne escono il registro dei trattamenti, le informative ai condòmini, le nomine dei fornitori, la procedura per le violazioni e la policy sull’uso dell’intelligenza artificiale. Il fascicolo si compone un pezzo per incontro e, a fine corso, ciascuno sa aggiornarlo da sé.
A fine percorso resta un ambiente di lavoro configurato, con l’archivio dei precedenti, i controlli automatici su bilancio e delibere e ventiquattro schede operative. E resta un principio che attraversa l’intero programma: la macchina prepara, l’amministratore verifica e firma, ed è da quella verifica che dipende la sua responsabilità.


