La presenza di un cane all’interno di una struttura condominiale non deve essere lesiva dei diritti degli altri condomini, sicché i proprietari dell’animale (condomini o conduttori) devono ridurre al minimo le occasioni di disturbo e prevenire le possibili cause di agitazione ed eccitazione dell’animale stesso, soprattutto nelle ore notturne.
Inquadramento
Il criterio della normale tollerabilità indicato dall’art. 844 cod. civ. non ha carattere assoluto, ma relativo nel senso che non esiste una misura precisa fissata dal legislatore oltre la quale l’abbaiare del cane è vietato. Sotto diverso profilo, occorre considerare poi come spesso la mancata rimozione delle deiezioni canine e le condizioni igieniche dei cani dei condomini possono provocare esalazioni che superino la normale tollerabilità.
La disposizione prevista dall’art. 844 cod. civ. è applicabile...


