La domanda

Si chiede se, nell’ambito degli interventi edilizi attivati mediante Cila (comunicazioni inizio lavori asseverata) o Scia (segnalazione certificata di inizio attività), in presenza di profili di incertezza circa la corretta qualificazione dell’intervento edilizio e, conseguentemente, circa l’individuazione del corretto strumento abilitativo da utilizzare, sia opportuno o possibile sollecitare l’adozione di un atto espresso da parte dell’amministrazione comunale, a tutela della posizione del committente. In particolare, si domanda se, tenuto conto del diverso regime giuridico della Scia e della Cila (quest’ultima configurata come mera comunicazione di inizio lavori), l’ordinamento consenta, anche con riferimento agli interventi realizzati mediante la stessa Cila, il rilascio di un atto, di un’attestazione o di una comunicazione formale dell’amministrazione che dia conto dell’avvenuto esame istruttorio e dell’assenza di rilievi ostativi, o se tale forma di tutela sia configurabile esclusivamente in relazione alla Scia.

L’Esperto Risponde da Il Sole 24 ore di lunedì 9 marzo 2026

Per quanto riguarda la Scia, non è previsto un atto espresso di “non ostatività” preventiva, ma la decorrenza dei termini senza l’adozione di provvedimenti inibitori da parte dell’amministrazione comunale stabilizza la legittimità dell’intervento, rendendo l’attività “definitivamente assentita”. Successivi interventi dell’amministrazione sono limitati ai poteri di autotutela...

Riproduzione riservata Ⓒ