La domanda
Anni fa, un amministratore di condominio, in totale autonomia, ha affidato a un avvocato l’incarico di difendere il condominio in quanto un condomino aveva impugnato una delibera assembleare, poiché l’avviso di convocazione gli era pervenuto tramite raccomandata a.r. (con avviso di ricevimento) solo due giorni prima del giorno fissato per la seduta. Il prescritto tentativo di mediazione obbligatoria ha avuto esito negativo, per la mancata partecipazione dell’amministratore e dell’avvocato. Il giudice ha poi annullato la delibera in questione, con spese compensate. Ora, l’avvocato del condominio comunica che, in caso di mancato pagamento della parcella, procederà con decreto ingiuntivo. Si precisa che nel fascicolo processuale, consegnato dall’avvocato al condominio, manca l’accordo, per iscritto, tra amministratore e legale in merito all’importo del compenso. Esistono i presupposti per opporsi a un eventuale decreto? Vi sono precedenti giurisprudenziali?
L’Esperto Risponde da Il Sole 24 ore di lunedì 20 luglio 2026
Nel caso descritto dal lettore - e salvo esame della fattispecie in concreto - sembra che l’opposizione potrebbe riguardare al più il quantum del corrispettivo richiesto dall’avvocato. Più precisamente, l’eventuale opposizione al decreto ingiuntivo non sembrerebbe potersi fondare sulla mera assenza di un accordo scritto sul compenso, bensì sulla contestazione dell...



