L'articolo esamina la struttura proprietaria dei teatri delineata dalla legge 1336/1939, con particolare riguardo ai rapporti tra comproprietà dell'edificio, proprietà separata dei palchi e diritto di palco. L'analisi muove dalla distinzione (contenuta nell'art. 2) tra diritto di palco e quota di comproprietà per confrontarla con l'espresso riferimento al «condominio» (degli artt. 12 ss.) e con la «proprietà separata» dei palchi (prevista dall'art. 15). L'art. 17, in particolare, consente di ricostruire il possibile collegamento tra la titolarità esclusiva del palco e la comproprietà di locali o parti dell'edificio. Ne emerge una configurazione non riconducibile alla semplice comunione né al modello ordinario di condominio, ma caratterizzata dalla coesistenza di posizioni dominicali differenti coordinate dalla destinazione unitaria dell'edificio teatrale. La tesi proposta è quella di un «condominio speciale dei teatri» nel quale la proprietà separata dei palchi e le eventuali quote comproprietarie costituiscono elementi distinti, ma funzionalmente interdipendenti

Una legge che impone un problema di qualificazione

La legge 1336 del 26 luglio 1939, reca un titolo che sembra, di primo acchito, offrire la soluzione al problema: «Norme sul condominio dei teatri e sui rapporti tra proprietari dei teatri ed i titolari del diritto di palco». Letta nel suo complesso, la formulazione apre una questione di non poco rilievo volta a comprendere cosa ha inteso il Legislatore del 1939 per «condominio dei teatri». La domanda non è terminologica. Dalla risposta dipende la qualificazione dei rapporti tra il proprietario (o...

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