La domanda
Un condominio sta valutando l’opportunità di installare un impianto di videosorveglianza (senza controllo da operatore remoto) nell’androne interno del proprio fabbricato, con esclusione di riprese su pubblica via. L’amministratore ha comunicato che la normativa privacy (Gdpr) impone un vincolo di durata massima per la memorizzazione delle registrazioni di sole 24 ore. Ciò ridurrebbe notevolmente l’utilità d’impiego della videosorveglianza durante i comuni periodi di assenza prolungata dalla propria abitazione (per esempio durante le ferie) e in generale nei periodi di minore presenza nei condòmini (nel mese di agosto), perché in quei periodi eventuali violazioni o danneggiamenti delle proprietà sarebbero accertati soltanto dopo la cancellazione delle loro registrazioni. Si chiede quindi se sia possibile estendere la durata del tempo di memorizzazione delle immagini interne (a un mese) e mediante quali procedure. Ad esempio, si vorrebbe sapere se sia sufficiente a tale scopo acquisire una liberatoria preventiva da tutti i condòmini e dalle ditte che operano continuativamente o saltuariamente in condominio.
L’Esperto Risponde da Il Sole 24 ore di lunedì 9 febbraio 2026
Nel caso descritto, la normativa privacy europea (Gdpr, regolamento Ue 2016/679) non impone un vincolo di durata massima di 24 ore per la memorizzazione delle registrazioni video in ambito condominiale. Il Garante per la protezione dei dati personali, nel vademecum del 10 ottobre 2013, ha chiarito che le registrazioni possono essere conservate per un periodo limitato...



