La formazione degli amministratori di condominio riguarda molto più dell’assolvimento di un obbligo periodico. Riguarda la capacità di gestire risorse economiche comuni, comprendere norme in continua evoluzione, affrontare problemi tecnici e accompagnare decisioni che incidono sulla sicurezza e sul valore degli immobili. Da questa consapevolezza nasce il percorso nazionale di aggiornamento professionale 2025–2026 promosso da Unai, Unione nazionale amministratori d’immobili, nell’ambito della formazione prevista dal Dm 140/2014.

L’associazione ha scelto di aprire gratuitamente il percorso anche ai professionisti non associati. Un’impostazione che attribuisce alla formazione un valore condiviso: rendere accessibili conoscenze e strumenti operativi significa contribuire alla qualità complessiva della gestione condominiale, oltre i confini della singola organizzazione professionale.

Una rete nazionale, tra aula e collegamenti online

Il programma ha avuto tra le sue tappe Milano, Roma e Bari, affiancando alla partecipazione in aula la possibilità di seguire le lezioni online con oltre 300 amministratori collegati. Due modalità complementari, pensate per raggiungere professionisti con esigenze organizzative e collocazioni territoriali differenti.

La dimensione nazionale trova espressione anche nel calendario della fase conclusiva, articolato tra il 2, il 3 e il 5 ottobre: oltre quaranta città inserite nella rete delle sedi per il test finale in presenza, attraverso convegni e strutture messe a disposizione dai referenti territoriali. Un’organizzazione diffusa che avvicina il momento della verifica ai partecipanti e valorizza il ruolo delle realtà locali.

Dalla conoscenza delle norme alle decisioni quotidiane

Sotto la direzione scientifica di Rosario Calabrese, presidente Unai, il percorso affronta temi centrali per l’attività dell’amministratore: incarico e responsabilità, funzionamento dell’assemblea, rendiconto, morosità, protezione dei dati personali, sicurezza e gestione dei processi.

Sono materie che si intrecciano nella pratica. Una deliberazione richiede attenzione ai presupposti e alle procedure; un intervento sull’edificio comporta valutazioni tecniche ed economiche; la gestione delle informazioni deve tenere conto della riservatezza e delle esigenze di comunicazione. La preparazione professionale consiste anche nel comprendere questi collegamenti e nel riconoscere quando occorre coinvolgere competenze specialistiche.

Il confronto tra professionisti di ambiti diversi assume, in questo quadro, una funzione concreta. Aiuta a leggere i problemi da più prospettive, a individuare le criticità prima che diventino contenziosi e a distinguere le decisioni che competono all’amministratore da quelle che richiedono il contributo di tecnici, consulenti e assemblea.

Una formazione utile deve quindi tradurre i principi in criteri di lavoro: quali verifiche effettuare, come documentare una scelta, quali informazioni fornire ai condòmini e come rendere comprensibili questioni spesso complesse.

Digitalizzazione e intelligenza artificiale

Accanto alle materie giuridiche, contabili e tecniche, il programma dedica attenzione alla digitalizzazione e all’intelligenza artificiale. L’innovazione sta modificando l’organizzazione degli studi, la gestione dei documenti e le modalità di comunicazione con i proprietari.

Questi strumenti possono supportare l’attività professionale, ma il loro impiego richiede preparazione. Occorre saper verificare le informazioni prodotte, valutare l’affidabilità dei risultati e prestare attenzione ai dati utilizzati. La disponibilità di una tecnologia non elimina la necessità del giudizio professionale: rende ancora più importante la capacità di esercitarlo.

Per questo l’aggiornamento deve comprendere anche un uso consapevole degli strumenti digitali, collegandoli alle responsabilità e alle procedure dello studio. L’obiettivo è migliorare l’organizzazione del lavoro e la qualità del servizio attraverso scelte controllabili e motivate.

È in corso di realizzazione un’iniziativa Unai interamente dedicata all’intelligenza artificiale, con un percorso articolato in cinque lezioni, online e in presenza nelle sedi di Bergamo e Roma.

Non ci si può improvvisare amministratore

L’impostazione del progetto richiama un’esigenza di fondo: alimentare una cultura della formazione, dell’informazione e della professionalità. Amministrare un condominio significa occuparsi di interessi economici e patrimoniali altrui, confrontarsi con situazioni conflittuali e assumere decisioni delle quali occorre poter spiegare ragioni e conseguenze.

Non ci si può improvvisare amministratore. L’esperienza sul campo è importante, ma deve accompagnarsi allo studio e all’aggiornamento. Allo stesso modo, la conoscenza teorica deve trovare applicazione in comportamenti professionali verificabili: chiarezza delle comunicazioni, ordine documentale, trasparenza nella gestione e attenzione alle scadenze.

Gli episodi di cattiva gestione che raggiungono l’attenzione pubblica richiamano proprio la delicatezza di questo ruolo. La formazione non costituisce, da sola, una garanzia contro ogni errore o condotta scorretta; rappresenta però una componente essenziale della preparazione necessaria per esercitare l’incarico con consapevolezza.

La gratuità come investimento nella qualità

Aprire il percorso ad associati e non associati significa ridurre una barriera di accesso e favorire occasioni di confronto più ampie. Il criterio guida è la possibilità di raggiungere chi ha bisogno di aggiornarsi, mettendo a disposizione contenuti e una rete organizzativa distribuita sul territorio.

L’iniziativa Unai propone così un’idea di formazione continua nella quale lezioni, confronto e verifica dell’apprendimento sono parti dello stesso processo. Il test finale costituisce un passaggio del percorso; il suo valore professionale si misura soprattutto nella capacità di applicare quanto appreso al lavoro quotidiano.

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