La domanda
Ho acquistato un appartamento, come prima casa, a gennaio 2005, e vi ho stabilito la residenza fino al 1° febbraio 2020, quando ho spostato la residenza all’estero. Tuttavia, ho conservato il domicilio nella mia casa italiana, rimanendo titolare delle utenze di telefono, luce, gas, Tari, spese condominiali eccetera. Dal 2021 al 2023, il condominio è stato oggetto di lavori di ristrutturazione, con superbonus del 110 per cento. Al momento della vendita da parte mia, il notaio mi ha informato che avrei dovuto pagare la plusvalenza tra il prezzo di acquisto (a gennaio 2005) e quello di vendita (al 30 aprile 2026). Vorrei sapere se è vero quanto detto dal notaio e se, in tal caso, potrò rateizzare quanto dovuto.
L’Esperto Risponde da Il Sole 24 ore di lunedì 20 luglio 2026
L’articolo 67 del Tuir, Dpr 917/1986, prevede, alla lettera b-bis, per le vendite di unità immobiliari effettuate a decorrere dal 2024 e interessate da interventi di ristrutturazione agevolati con superbonus, una diversa tempistica circa l’imponibilità della plusvalenza realizzata. Vengono, altresì, contemplate ipotesi di esimenti reddituali. Una di esse è correlata...



