La seconda sezione penale della Corte Suprema di cassazione, con la sentenza del 23 maggio 2024, n. 20488, ha affermato che il reato di appropriazione indebita commesso dall’amministratore di condominio, il quale, mediante una condotta distrattiva, si appropri illecitamente di somme di denaro destinate alla gestione comune dell’edificio, si consuma all’atto della cessazione della carica, in quanto è in tale momento che, in mancanza di restituzione degli importi ricevuti nel corso della gestione, ...

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