Gestione Affitti

Affitti brevi, Confabitare chiede al presidente Meloni di sentire anche i proprietari immobiliari sul ddl Santanché

La proposta del presidente nazionale Alberto Zanni prima che il disegno di legge sia portato all’esame del Consiglio dei ministri e del Parlamento

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di Redazione

L’introduzione del decreto-legge Santanché stabilirà a breve nuove norme sugli affitti brevi, soprattutto nei centri storici. Per Confabitare, tuttavia, rivolgersi solo agli albergatori ed escludere dalla rosa degli interlocutori i proprietari immobiliari non sarebbe stata una mossa accertata. «Apprezzo la celerità con cui il ministro Santanché ha affrontato la questione degli affitti brevi», ha commentato Alberto Zanni, presidente nazionale dell’associazione, «ma devo sottolineare come, pur essendo in linea generale corretta l’audizione delle associazioni rappresentative degli albergatori, appare quantomeno inopportuno che si siano sentiti solo gli albergatori e non i proprietari immobiliari».

Necessario interpellare anche i proprietari immobiliari privati

Le locazioni brevi, infatti, riguardano di fatto i soli proprietari immobiliari e sono disciplinate dalla legge 431/1998, dall’accordo nazionale sindacale sottoscritto presso l’allora Mit il 25 ottobre 2016 e recepite negli accordi territoriali siglati in sede locale dalle associazioni maggiormente rappresentative dei proprietari e degli inquilini a livello provinciale. Trattandosi di una scelta legislativa che incide negativamente solo sui proprietari privati (e da cui traggono beneficio solo gli albergatori), Confabitare reputa essenziale che vengano interpellati e ascoltati.

«È inopportuno ascoltare solo realtà che hanno un interesse contrario a quello che rappresenta un diritto costituzionalmente previsto e tutelato, ossia la proprietà privata», aggiunge Zanni. «Inoltre, la modifica di una legge speciale che integra e cambia il Codice civile, regolamentando le modalità e i termini con cui un privato proprietario può decidere se e come affittare il proprio immobile comporta non solo una complessità giuridica evidente ma anche una delicatezza considerevole per un disegno di legge che limita questi diritti (con dubbi di costituzionalità) e che potrebbe entrare in conflitto con gli accordi locali consolidati nel corso degli anni».

L’appello al presidente Meloni

Queste motivazioni hanno spinto Confabitare a chiedere un intervento del premier Meloni, «affinché siano ascoltate le organizzazioni rappresentative dei proprietari privati di immobili, prima che il Ddl sia portato all’esame e all’approvazione del Consiglio dei ministri e del Parlamento».

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