L'esperto rispondeCondominio

L’escussione del moroso deve precedere il decreto ingiuntivo

L’amministratore è tenuto ad attivare le azioni di recupero crediti nei confronti dei condòmini morosi entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio nel quale il credito esigibile è compreso

di Matteo Rezzonico

La domanda

In un condominio, per inerzia dell’amministratore e tacita accondiscendenza dell’assemblea, da anni non si procede al pignoramento immobiliare nei confronti di alcuni morosi, che hanno così accumulato debiti consistenti. A fronte di questi debiti, risultano esposizioni del condominio verso alcuni fornitori. Possono, questi ultimi, ottenere dal giudice un decreto ingiuntivo immediato e diretto a carico del condominio, senza dimostrare di avere prima agito per escutere i beni dei morosi, come previsto dall’articolo 63, secondo comma, delle disposizioni di attuazione del Codice civile? I condòmini in regola con i pagamenti possono opporsi validamente alla richiesta dell’amministratore di ripartire a loro carico i costi di un decreto ingiuntivo ricevuto da un fornitore, che non ha preventivamente chiesto i nomi dei morosi e pignorato i loro beni?

 L’Esperto Risponde da Il Sole 24 ore di lunedì 20 novembre

Occorre premettere che, in assenza di una diversa disposizione da parte dell’assemblea, l’amministratore è tenuto ad attivare le azioni di recupero crediti nei confronti dei condòmini morosi entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio nel quale il credito esigibile è compreso, anche in base all’articolo 63, primo comma, delle disposizioni di attuazione del Codice...